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Est-Ovest

1996-2016

Attualità del Maggio Cinese

di Tommaso Di Francesco

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Ma c’era un’altra possibilità per la Cina di non seguire la «linea capitalistica» per uscire dall’arretratezza e dalla subalternità nella quale era relegata nell’epoca della spartizione del mondo tra Usa e Urss? Cinquanta anni fa questa possibilità alternativa fu rappresentata, dal 1966 al 1968, dalla Grande Rivoluzione culturale proletaria.

 

 

Le utopie italiane

Don Tonino, il prete che sposò la pace

di Sandra Amurri

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Figlio del Concilio Vaticano II, precursore di Papa Francesco, di quella “Chiesa del grembiule contro la Chiesa delle Stole” per usare una metafora a lui cara, don Tonino Bello, il vescovo di Molfetta che non si fece mai chiamare Monsignore, è nato qui ad Alessano, a pochi chilometri da Santa Maria di Leuca, lembo estremo del Salento dove i due Mari, Adriatico e Ionio, si separano dando vita a uno spettacolo imperdibile.

 

Forse non c’è mai stata la stampa, bellezza!

Cara, vecchia, dura lotta per la libertà di stampa!

di Leonardo Coen

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Erdogan manda la polizia antisommossa a occupare la redazione del quotidiano Zaman a lui ostile. Ma da chi ha imparato? L’Europa e gli Usa si scandalizzano, persino Mosca critica i lacrimogeni sulla stampa, esortando i partner occidentali a ricordare ad Ankara il dovere di rispettare la libertà di stampa: da che pulpito...

 

Il mercato delle armi

Il Risiko mondiale delle armi al Califfato

di Salvatore Cannavò

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L’italiana Finmeccanica, così come le analoghe società occidentali, farebbero invece bene a preoccuparsi dei paesi con cui fanno affari. Perché se quei paesi fanno la fine di Siria o Iraq gli effetti sono tragici proprio sul fronte del commercio d’armi.

 

Lode all'impotenza

LODE ALL’IMPOTENZA

“Non c’è nulla di intelligente da dire su un massacro. Si suppone che tutti siano morti, e non abbiano più niente da dire o da pretendere”. Questa frase di Kurt Vonnegut da Mattatoio n°5 mi viene ogni volta, da ultima, in provvidenziale aiuto, quando prima la ragione poi l’istinto poi i muscoli involontari hanno terminato il loro lungo corso di reazioni, e io rimango afasico, abulico, sperando che questo senso di letteralmente infantile impotenza mi restituisca almeno una forma di adesione alla realtà.

 

Il Giappone rialza la testa il futuro è un ciliegio in fiore

Il Giappone rialza la testa il futuro è un ciliegio in fiore

Devastato dallo tsunami il Paese ritrova la volontà di vivere
di Bill Emmott

La fioritura dei ciliegi è tornata anche quest’anno, che non è un anno normale, dato il terribile disastro iniziato l’11 marzo con il terremoto e l’onda dello tsunami e continuato con il dramma nucleare, disastro che il primo ministro giapponese Naoto Kan ha giustamente definito «la peggior crisi del Giappone dal 1945».Questo dunque non è il momento giusto per festeggiare. Un numero ancora imprecisato di giapponesi è morto poche settimane fa, e calcolando i dispersi è probabile che alla fine si arriverà a 25-35 mila vittime,oltre a centinaia di chilometri di coste polverizzate nel Nord-Est delPaese. L’idea del sakura, la caducità incarnata dalla fioritura dei ciliegi,ancora una volta era stata confermata dalla natura. E non è finita: gli ingegneri ancora lottano per stabilizzare l’impianto nucleare di Fukushima,dove lo tsunami ha disattivato i generatori di uno dei sei reattori,causando il loro surriscaldamento,con conseguenze potenzialmente esplosive.
 

Le voci del popolo d'Egitto

Le voci in rivolta del popolo d'Egitto

di Thomas L.Friedman 

Ti trovo inpiazzaTahrir; e tra i tanti spettacolii sorprendenti che si vedono qui sono soprattutto colpito daunuomo barbuto che saltella qua e là e si sgola letteralmente urlando: «Mi sento libero! Mi sento libero!». Intorno a lui si è radunata gente di ogni età - comprese alcune donne velate dalla testa ai piedi, tranne due fessurepergli occhi - che coi telefoninialzatiriprendono con foto e video l`uomo determinato a catturare quest`attimo, per il caso che non si ripresenti più.

 

Basta dittatura, il Cairo sia un esempio" così la rivoluzione dilaga nel mondo arabo

“Basta dittatura, Il Cairo sia un esempio” così la rivoluzione dilaga nel mondo arabo

Anthony Shadid

Mercoledì, nelle strade del centro del Cairo si è combattuto non solo per il futuro dell’Egitto ma per quello del mondo arabo, in bilico tra rivolta e il disprezzo per un assetto che sta andando in frantumi. Durante una settimana di tumultie provocazioni, decine di migliaia di dimostranti hanno ridefinito il concetto stesso di cittadinanza in quest’area del mondo: armati di bastoni, bombe di costruzione artigianale e una pioggia di pietre, hanno proclamato di non voler rinunciare alla rivoluzione malgrado la reazione di un governo autoritario.

 

La Tunisia brucia

La Tunisia brucia

di Sami Naïr

Il filosofo algerino Sami Naïr analizza la rivoluzione popolare dei tunisini contro le ingiustizie sociali del paese. Una situazione economica insostenibile causata da un sistema basato sulla corruzione, a sua volta imperniata su un centro di potere gestito dalla famiglia del dittatore Ben Ali insieme a gruppi di speculatori e al braccio armato della polizia e della guardia nazionale. Secondo Sami Naïr, la rivolta tunisina ha dimostrato “con forza e dignità, che è possibile vincere l’oppressione”, diventando un esempio per tutti i popoli arabi del Maghreb.

 

Chi informa e rischia la vita

Chi informa e rischia la vita. Un agghiacciante reportage dalla Birmania. 
 

Un ventenne verrà impiccato. Salviamolo!

Singapore: un ventenne verrà impiccato per spaccio. Salviamolo!

Yong Vui Kong, 20 anni, condannato a morte per droga a Singapore  per aver portato nella città stato 40 grammi di droga. La legge prevede che il giudice non abbia alcuna discrezione nell'emettere la sentenza e che, soprattutto, non è l'accusa a dover provare il reato, ma è l'imputato stesso che deve provare di essere innocente oltre ogni ragionevole dubbio: una violazione palese del diritto ad un processo equo e giusto e del diritto di essere considerato innocente fino a che non sia stata provato il crimine.

http://terresottovento.altervista.org/?p=540

 

Il Dragone cinese è pronto al sorpasso

Il Dragone cinese è pronto al sorpasso

L´economia di Pechino corre a ritmi record: nel mirino Giappone e Usa.

Nel 2010 la Cina scavalcherà Tokyo per Pil nominale, ma si teme lo scoppio della bolla.

di Giampaolo Visetti

L´economia cinese apre il 2010 continuando a macinare record. Dopo i clamorosi sorpassi di settore dello scorso anno, punta ora a scalzare dal trono del business Giappone e Stati Uniti, bruciando i tempi per diventare la prima potenza del pianeta. Il mondo, che inizia a riemergere ridimensionato dai flutti della crisi, assiste allo sprint con un misto di speranza e di allarme. Se la crescita globale è agganciata al treno di Pechino, un deragliamento farebbe ripiombare tutti nel caos.

 

Attacco al Regime

La rivolta contro il  regime dei Khamenei-Ahmadinejad nelle insanguinate strade di Teheran.

di RENZO GUOLO

 

 

Pechino dice addio al figlio unico


Troppi vecchi e troppi maschi: il Partito comunista annuncia la svolta.
Rapporto shock rivela: 40 milioni di bambine sono state abortite o uccise dopo il parto.

di Giampaolo Visetti

 


VideoFormiche

Danilo Dolci omaggio a Peppino Impastato



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