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La lezione di Alex Langer

DA ALEX SI PUO’ RIPARTIRE

di Goffredo Fofi

langer

Sono passati molti anni e la figura di Alex Langer è cresciuta nella mia memoria e, credo, nella memoria di tanti, per l’originalità della sua vicenda umana e politica e non solo per la sua tragica fine, ma è cresciuta anche per l’istintivo confronto con altri membri della sua generazione, con leader e con i militanti dei suoi anni. In breve: dalle sue pratiche e dai suoi scritti è possibile imparare qualcosa, anzi molto, moltissimo; dalla figura degli altri molto meno, spesso niente, o anche ciò che non bisogna fare o diventare. E grande è il rimpianto per non essergli stato più vicino, per non aver saputo profittare abbastanza della sua amicizia e diversità, per non aver ragionato a fondo già allora, mentre la battaglia era in corso, su ciò che faceva e diceva.

 

Una domanda alla sinistra

Una domanda alla sinistra

di Guido Crainz

La mobilitazione contro chi si opponeva ai valori antifascisti è stata il tratto fondativo della nostra Repubblica È ancora così?

Da sempre il 25 aprile è il segnale di un clima: “racconta” il modificarsi di un Paese, il suo vivere il proprio passato e il suo immaginare il futuro. Ed è uno sfregio il primo segnale venuto quest’anno, il rifiuto della giunta di centrodestra di Todi di dare il proprio patrocinio alle celebrazioni dell’Anpi: l’antifascismo sarebbe “di parte”, per una giunta che ha il sostegno di CasaPound. Non è affatto un segnale minore, mentre sul proscenio si susseguono incauti osanna alla “Terza Repubblica”.

 

Nel nome di Giordano Bruno

Nel nome di Giordano Bruno: costituzionalmente laici

di Maria Mantello

Giordano-Brun

Sono trascorsi 418 anni da quel 17 febbraio del 1600 quando il filosofo Giordano Bruno fu arso vivo in Campo de’ Fiori a Roma, per ordine del tribunale della Santa Inquisizione presieduto dal pontefice romano. 
«Eretico, pertinace, impenitente ...» recitava la sentenza nella sua tracotanza di potere. E voleva essere espressione di massimo spregio, per chi come Bruno rivendicava il diritto umano di pensare e scegliere autonomamente.

 

La recrudescenza del fascismo oggi

La recrudescenza del fascismo oggi

di Christian Raimo 

fascismo

Una decina di giorni fa ho pubblicato un testo sul neofascismo tra i ragazzi di superiori e università. Nell'articolo avevo messo a fuoco una serie di elementi, che dopo la tentata strage fascista di Macerata e soprattutto le sue reazioni - un punto di non ritorno – mi sono apparsi ancora più cruciali.

Li provo a mettere in fila.

1. C'è un ritorno del fascismo. Del fascismo, e non di un quasi fascismo, di un cripto fascismo. Il millantato rischio dell'antipolitica e del populismo ha invece dato spazio al ritorno del fascismo. 
Il fascismo si distingue dal populismo per alcune caratteristiche fondamentali: l'organizzazione, l'apparato gerarchico, la violenza, la pedagogia totalitaria, il maschilismo, il militarismo, l'illiberalismo. Ci possono essere alcune di queste caratteristiche nel populismo - l'illiberalismo - ma altre sono in antitesi. Per esempio, l'apparato organizzativo. 
Il fascismo che spesso si è immaginato di contrastare negli ultimi anni non era fascismo, ma una forma di populismo o di autoritarismo che preludeva al fascismo. Peron può portare a Videla. 
L'altro fascismo che si è pensato di combattere è quello da macchietta, la chincaglieria di Predappio. 
Nel frattempo il fascismo cresceva, trovava consensi, si organizzava.

 

La strage di Milano

Le bombe di Piazza Fontana

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In pieno rigurgito fascista, sdoganato dai media e dai social, ricordare la strage di Milano del 12 dicembre1969 è importante. L’unico antidoto per sbarrare la strada a qualsiasi forma di fascismo è conoscere la Storia.

Dall’aprile del 1979 si susseguono in Italia una serie di attentati che preparano la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre del 1969. Diversi gruppi che fanno riferimento la fascismo, per contrastare l'aria di rinnovamento che si respira nella società (i nuovi movimenti studenteschi), decidono che è giunto il momento di entrare in azione. In diversi incontri, funzionari dello stato, ufficiali dell'esercito e dei servizi segreti, stabiliscono un piano: “scioccare” l'Italia con una serie di attentati. La colpa deve essere addossata alla “sinistra”.

 

A 100 anni da Caporetto

Esame di coscienza dell’Italia

A 100 anni da Caporetto

di Emilio Gentile

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Dopo la disfatta, studiosi 
e combattenti costituirono 
un Comitato per un’analisi 
scientifica e politica dei fatti
Una riflessione forse da ripetere
per la storia recente italiana

Si suicidò il 4 novembre 1917 il senatore Leopoldo Franchetti. Aveva settanta anni, e ne aveva dedicati oltre quaranta, come studioso e come politico, all’emancipazione dei contadini e del Mezzogiorno, che da giovane aveva percorso a cavallo per conoscere personalmentele condizioni economiche e amministrative delle province meridionali. Di famiglia ebraica livornese, ricco proprietario terriero, conservatore liberale, lasciò le sue terre ai contadini, che le lavoravano, e il suo patrimonio a un istituto di beneficenza.Fautore dell’intervento italiano nella Grande Guerra, si uccise perché affranto dalla catastrofe di Caporetto.

 

La scuola nelle mani dei barbari

La scuola nelle mani di barbari

di Alberto Asor Rosa

PARLA sempre più spesso ma sempre più superficialmente della scuola in Italia. Per esempio: l’allungamento dell’obbligo fino a diciott’anni. Come? Perché? In quale modo? Non una parola di spiegazione sulla riforma (si vedano gli articoli di Mariapia Veladiano e Alessandro Rosina, su Repubblica giovedì e ieri). Se però si entra nel merito, e si passa al già programmato, la situazione appare ancora peggiore.

 

L'eccidio delle SS

La strage di Sant’Anna di Stazzema

di Federico Quadrelli

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Era il 12 agosto 1944 quando un battaglione delle SS con la complicità dei fascisti italiani raggiunse Sant’Anna di Stazzema e trucidò 560 innocenti. Ogni anno ci ritroviamo in questo periodo a ricordare questa tragedia, poiché è il simbolo della follia, dell’odio, della violenza cieca. Di un periodo di profonda oscurità.

 

VideoFormiche

Danilo Dolci omaggio a Peppino Impastato

Si dice in giro



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