Vai alla prima pagina
Sviluppo-Sottosviluppo

Tutti i bambini che «tu» puoi salvare

Tutti i bambini che «tu» puoi salvare

di Peter Singer

Immaginate di passare davanti a uno stagno e vedere un bambino che sta per affogare; potreste salvarlo senza difficoltà, ma al prezzo di rovinare le vostre scarpe di lusso. Ora, tirare dritto lasciando che anneghi pur di non dover comprare un nuovo paio di scarpe sarebbe una cosa sbagliata, per non dire mostruosa: la vita di un bambino vale infinitamente di più di un paio di scarpe!

 

«Vite buttate per 50 euro»

«Vite buttate per 50 euro»

vite_buttate

di Guido Ruotolo

La donna piegata dal dolore abbraccia i suoi due figli. Li tiene bene stretti al petto. Quasi a voler comprimere la sofferenza, a voler fare implodere la rabbia. Lei è una nuova vedova del lavoro. Fino a quando dovremo continuare a indignarci per le vittime di mafia, di sanità, e anche di lavoro? Scoppia di lacrime la povera Lina, l’orfana ormai di Giuseppe Cecere: «Solo tre giorni di ferie gli hanno fatto fare e poi l’hanno richiamato... Mio padre era un muratore che con quel lavoro non c’entrava nulla... Soffriva di mal di schiena, si faceva le punture. Voglio giustizia...»

 

Se il progresso non garantisce più un mondo migliore

Se il progresso non garantisce più un mondo migliore

di Chris Patten* 

Agosto, mese di vacanze in Europa, non è il momento giusto per fare seriamente politica. E’ sottinteso che, mentre l’Europa riposa, il mondo e le sue preoccupazioni sono chiusi. Di solito io passo questo mese con la mia famiglia nell’antico cascinale che abbiamo ristrutturato nel Sud-Ovest della Francia. E’ campagna profonda. Sto scrivendo nel mio orto, sotto un bersò di uva, a Ovest vedo colline coperte di boschi e nessuna costruzione. Nel nostro piccolo villaggio ci sono una fattoria, un paio di case da vacanza e le rovine di altre sette o otto abitazioni. Un secolo fa questa era una comunità di più di cinquanta persone. Oggi ci sono due residenti fissi, il contadino e la sua vecchia madre. Tutti gli altri sono persone in vacanza.

 

Tra i fantasmi del Pakistan sommerso

Case inghiottite dal fango, morti, devastazione: E ora l'ombra degli estremisti islamici. Viaggio nell'epicentro della grande inondazione

di ÁNGELES ESPINOSA

ADAM ZAI (Pakistan)
È difficile immaginare che qui c´era mezzo centinaio di case. I loro muri di mattoni crollati si confondono con il fango lasciato dalle inondazioni che si sono abbattute sul Pakistan nelle ultime tre settimane. Come migliaia di paesi lungo l´alveo dell´Indo e dei suoi affluenti, gli abitanti di Adam Zai si sono rifugiati sotto tende da campo improvvisate e teli di plastica vicino alla strada. Hanno perso tutto: utensili, bestiame, raccolto. Solo la fiducia in Dio sembra sostenere la loro speranza di fronte alla lentezza della risposta ufficiale e degli aiuti internazionali alla catastrofe. Ora si teme che, con le malattie per mancanza di acqua potabile e di servizi sanitari, si diffonda anche il virus del radicalismo religioso. Gli islamisti si stanno affrettando a svolgere il ruolo che spetterebbe allo Stato.
«Non abbiamo ricevuto niente dal governo. Nessuno è venuto a interessarsi della nostra situazione», assicura Hayi Banaras Khan, potente uomo d´affari locale davanti a quel che rimane del suo autosalone. Adam Zai non è in una di quelle remote zone di montagna rimaste isolate e a cui si può accedere solo con l´elicottero. Il villaggio si trova a due ore da Islamabad, sulla strada di Peshawar nota come Grand Trunk Road, uno degli assi di comunicazione del subcontinente indiano.

 

Strage di bambini in Nigeria uccisi dagli scarti della miniera d´oro

Strage di bambini in Nigeria uccisi dagli scarti della miniera d´oro

miniera-nigeria-300x213

di Cristina Nadotti

Terreni e fiumi sono invasi dal piombo, il governo ha chiesto aiuto all´Oms e alle ong

Una strage di bambini, ancora una volta causata dalle grandi ricchezze minerarie della Nigeria e dal tentativo dei più poveri di goderne come le multinazionali. Il ministero della Salute nigeriano ha ammesso ieri che da marzo almeno 163 persone sono morte per avvelenamento da piombo e tra queste almeno 111 sono bambini, la maggior parte sotto i quattro anni. La strage è avvenuta nella zona mineraria a Nord del Paese, nello stato di Zamfara, dove soltanto dieci giorni fa il presidente federale Goodluck Jonathan ha inaugurato un nuovo impianto di estrazione dichiarando di voler attirare investimenti stranieri.

 

Chi ruba la terra e il cibo ai contadini d’Africa

Chi ruba la terra e il cibo ai contadini d’Africa

Gli investitori stranieri portano l´agroindustria: quando i terreni si impoveriscono se ne vanno da un´altra parte. Nel 1960 i paesi africani producevano per consumo domestico ed esportazioni. Oggi importano.

di Carlo Petrini

Nel mese di agosto del 2009 il re saudita Abdullah ha festeggiato il primo raccolto di riso realizzato in Etiopia. E al riso seguiranno orzo e grano. Cresciuta in mezzo al deserto come tutti gli Stati del Golfo, l´Arabia Saudita ha scelto di risolvere il problema del cibo accaparrandosi terre coltivabili sull´altra sponda del Mar Rosso, nel Corno d´Africa: in Paesi come l´Etiopia, con 10 milioni di affamati, o come il Sudan, che non riesce a uscire dall´immensa tragedia del Darfur.
È un fenomeno nuovo (iniziato circa 15 mesi fa) e ancora poco studiato (anche perché la maggior parte degli accordi è segreta): è il diabolico furto di terra e cibo al continente più affamato e povero del mondo.

 

200 milioni di bambini sono a rischio malnutrizione!

Sono agghiaccianti i dati dell’Unicef relativi alla malnutrizione.
Circa 200 milioni di bambini sotto i cinque anni (1/3 dei bambini che vivono nei paesi in via di sviluppo) sono rachitici.
Più del 90% dei bambini denutriti dei paesi in via di sviluppo vivono in Africa e in Asia. In soli 24 Stati si concentra oltre l'80% dei casi di denutrizione cronica.

 


VideoFormiche

Danilo Dolci omaggio a Peppino Impastato



regione_puglia.gif Con il contributo della Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo | © Circolo delle Formiche Altamura (Ba) | antoniocornacchia.com