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A 50 anni dalla morte del priore di Barbiana

Il carteggio tra Tommaso Fiore e don Lorenzo Milani

di Giuseppe Dambrosio

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A 50 anni dalla morte di don Lorenzo Milani è importante ricordare il carteggio che Tommaso Fiore ebbe con il priore di Barbiana tra il 29 dicembre 1958 e ll 2 febbraio 1969. Il curiosissimo professore laico altamurano, Tommaso Fiore rimane colpito dall'opera "Esperienza pastorlali", e dopo l'intervento repressivo del Santo Uffizio con il quale si richieva il ritiro dal commercio, richiede all'autore una copia. Si apre così un intenso scambio epistolare in particolare sullla recensione scritta da Fiore. Si sviluppa così un confronto nel qualei molti sono i punti di condivisione: Fiore e Milani si ritrovano schierati con gli oppressi dall'ingiustizia, siano essi i contadini del Tavolieri o i montanari dell'Apennino tosco-emiliano, gli operai della periferiria fiorentina.

 

Nuova politica

Gentiloni non legge, non ha tempo. E non gli serve

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di Piero Bevilacqua

La lettera che l’editore Giuseppe Laterza ha inviato a la Repubblica il 20 giugno merita di essere messa al centro di una riflessione non superficiale. L’editore romano manifestava il suo stupore e la sua preoccupazione per la risposta che il presidente del consiglio Paolo Gentiloni aveva dato a chi lo intervistava sul palco del «Festival delle idee» organizzato dalla stessa Repubblica.

 

Altamura e l'esperienza repubblicana del 1799

Altamura nel Settecento e l'esperienza repubblicana del 1799

di Giuseppe Dambrosio

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L’esplosione rivoluzionaria repubblicana che vide in prima linea la città di Altamura nel 1799, insieme a molti altri centri del Regno di Napoli, si comprende se si tengono nella dovuta considerazione notevoli mutamenti che interessarono, nel secolo XVIII, il contesto europeo e che determinarono una trasformazione dell’economia e, nell’ultimo decennio, lo scoppio di una rivoluzione sul modello di quella francese.

 

La lotta contro il fascismo

Fiore di Liberazione

 di Giuseppe Dambrosio

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 La festa della Liberazione, nonostante i tentativi di revisione storica in atto tendenti ad offuscare la memoria resistenziale e a ridurla ad una scadenza di pacificazione nazionale nella quale, in modo indistinto, si piangono i morti dell'una e dell'altra parte, è un momento importante della storia del nostro paese. Mi è sembrato opportuno ricordare il significato non in modo oleografico e agiografico, ma ripescando  la testimonianza di un nostro concittadino, Tommaso Fiore, poco conosciuto ai piĂą giovani, che pagò con il carcere la propria opposizione al regime fascista e con estrema luciditĂ  analizzò quel periodo, con l'occhio sempre rivolto alla sua regione e alla sua cittĂ .

 

L’armata degli alberi di Roosevelt che serve al Sud

L’armata degli alberi di Roosevelt che serve al Sud

di Battista Sangineto

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L’Italia possiede il bene ineguagliabile dell’enorme patrimonio culturale stratificatosi per più di trenta secoli e in maniera capillare nell’ordito armonico delle antiche città, dei musei, delle chiese, dei siti archeologici, dei centri storici immersi nel paesaggio.

La devastazione della gran parte del paesaggio e delle città soprattutto del Mezzogiorno è, purtroppo, la dimostrazione che il riconoscimento e la produzione della bellezza sono attività che classi dirigenti e cittadini, soprattutto quelli meridionali, non hanno esercitato, compreso ed interiorizzato da troppo tempo. Non hanno voluto comprendere, che con la scomparsa del paesaggio e delle antiche città si scardinava un fondamentale nesso psicologico di formazione identitaria perché la stabilità dei luoghi garantisce alle società un senso di perpetuità, in grado di conservare l’identità individuale e collettiva.

 

Lo strazio per i nostri libri, in strada come con il Duce

Lo strazio per i nostri libri, in strada come con il Duce

di Gerardo Marotta

Marotta_ad_AltamuraFoto di Luca Bellarosa

Ancora oggi, ai nostri giorni, si assiste a Napoli e in tutto il Paese alla mancanza di cultura politica e non si riesce a formare un governo, un Consiglio regionale o un Consiglio comunale capace davvero di governare. Il Mezzogiorno è pieno di persone intelligenti ma che non sanno governare perché la cultura filosofica e politica fu estirpata completamente dalla controrivoluzione del 1799. Tanto che nella Storia del Regno di Napoli Benedetto Croce osserva che dopo la controrivoluzione, le stragi e le condanne a morte volute dal Borbone “non un filo di filosofia (e quindi di filosofia del diritto e di diritto pubblico) vi fu a Napoli”.
 

Il campo di prigionia di Altamura

Il campo di prigionia di Altamura nel 1944

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Nel 1944 Denis Avey, un soldato britannico che stava combattendo nel Nord Africa, viene catturato dai tedeschi e spedito i un campo di lavoro per prigionieri ad Auschwitz. nel suo peregrinare passa per il campo prigionieri di Altamura, presumibilmente quello giĂ  attivo nel primo conflitto mondiale a Casal Sabini. Nel libro Auschwitz. Ero il numero 220543, pubblicato nel 2011,  vengono descritte le assurde e disumane condizioni in cui versa, simili ad un vero e proprio lager.

 

Mito e realtĂ 

Orfeo che ricaccia i profughi all’inferno. E poi muore

di  Raffaele K. Salinari

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(foto: Alberta Aureli)

Il mito di Orfeo ed Euridice torna in tutta la sua drammatica attualità nelle vite dei profughi attanagliati nel gelo dell’inverno serbo. Narra la storia che il cantore della Tracia, capace di affascinare con la sua musica non solo gli umani ma di incantare financo piante e animali, chiedesse ad Ade, l’onnipotente signore degli Inferi, di concedergli la grazia di portare sua moglie Euridice fuori dalla notte eterna. Il suono della sua cetra bistonica, con la quale aveva annullato anche il canto delle Sirene durante l’avventura degli Argonauti, convinse il Principe degli Inferi che, però, pose una semplice condizione: Orfeo non doveva voltarsi a guardare Euridice prima che la sua risalita fosse compiuta.

 

VideoFormiche

Danilo Dolci omaggio a Peppino Impastato

Si dice in giro



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