- Categoria: Tommaso Fiore
Danilo Dolci e Tommaso Fiore: un inedito carteggio sul crinale della Questione Meridionale
di Sergio TANZARELLA*

1. La scomparsa degli epistolari - 2. Gli inizi della relazione Fiore - Dolci - 3. Il primo incontro in Sicilia e il processo del 1956 - 4. Un dialogo intenso - 5. La lotta contro la mafia
Abstract
Il saggio esamina l’inedito carteggio (1953-1970) tra Tommaso Fiore e Danilo Dolci, recentemente curato da Giuseppe Dambrosio, come fonte privilegiata per rileggere la questione meridionale nel primo venticinquennio repubblicano. Attraverso la corrispondenza emergono la convergenza di ideali, l’impegno civile nonviolento e la comune battaglia per l’attuazione della Costituzione, la giustizia sociale e la lotta antimafia. Viene così dimostrato come la marginalizzazione di entrambe le figure rifletta una più ampia rimozione culturale del Mezzogiorno, restituendo al genere epistolare il suo valore di testimonianza storica e morale.
This essay examines the unpublished correspondence (1953-1970) between Tommaso Fiore and Danilo Dolci, recently edited by Giuseppe Dambrosio, as a privileged source through which to reconsider the Southern question during the first fifteen years of the Italian Republic. The letters bring to light a convergence of ideals, a commitment to nonviolent civic engagement, and a shared struggle for the enforcement of the Constitution, for social justice, and against the mafia. It is thus shown how the marginalisation of both figures reflects a wider cultural effacement of the Mezzogiorno, thereby restoring to the epistolary genre its value as historical and moral testimony.
Keywords: Danilo Dolci, Tommaso Fiore, Questione Meridionale, Nonviolence, Epistolary Sources.
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LA STRAGE DEL 28 LUGLIO 1943
83 anni fa, il 28 luglio 1943, a Bari, in via Nicolò dell’Arca, durante un corteo pacifico che chiedeva la liberazione dei prigionieri politici dopo la caduta del regime fascista, furono uccisi 20 persone e altre 50 rimasero gravemente ferite, la maggior parte erano giovani studenti ma non mancavano professori, professionisti e cittadini comuni che avevano osteggiato il regime fascista. Una vera e propria strage!
Tra gli uccisi Graziano Fiore, figlio di Tommaso. Di seguito una lirica a lui dedicata di Umberto Fraccacreta, poeta di San Severo scomparso giovane all'età di 50 ann nel 1947.
foto tratta da Graziano Fiore poeta gentil, a cura di Paolo Comentale
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Perchè siamo antifascisti?
di Carlo Rosselli

"Siamo antifascisti non tanto e non solo perché siamo contro quel complesso di fenomeni che chiamiamo fascismo; ma perché siamo per qualche cosa che il fascismo nega ed offende, e violentemente impedisce di conseguire.
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Una inaspettata e ben accetta recensione del libro 𝐼𝑙 𝑃𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑜𝑟𝑒 𝑒 𝑙'𝐴𝑟𝑐ℎ𝑖𝑡𝑒𝑡𝑡𝑜, apparsa oggi sulla pagina Cultura della 𝐺𝑎𝑧𝑧𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑀𝑒𝑧𝑧𝑜𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜, a firma di 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐀𝐧𝐧𝐢𝐜𝐞𝐥𝐥𝐢, che ringrazio. Un sentito ringraziamento va anche a 𝐅𝐮𝐥𝐯𝐢𝐨 𝐂𝐨𝐥𝐮𝐜𝐜𝐢, responsabile del settore Cultura e Spettacoli della 𝐺𝑎𝑧𝑧𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑀𝑒𝑧𝑧𝑜𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜.

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Fiore-Dolci, il carteggio tra pace e solidarietà
di Stefania Di Mitrio

Un fitto scambio di lettere tra due esponenti di spicco della cultura e della politica del Novecento. Il professore e l'architetto. Il carteggio tra Tommaso Fiore e Danilo Dolci, è il titolo del libro di Giuseppe Dambrosio che sarà presentato oggi alle 17 nella Teca del Mediterraneo (Biblioteca del Consiglio regionale della Puglia via Gentile - Bari). Pubblicato dalla casa editrice Libreria Dante & Descartes di Napoli (pp. 86, euro 15), al centro del libro vi è il rapporto epistolare che si riferisce al periodo 1953-1970, tra il fine intellettuale meridionalista, scrittore e saggista, già sindaco di Altamura, autore di Un popolo di formiche e protagonista del dissenso al fascismo, Tommaso Fiore, e il poeta, sociologo, educatore, definito il «Gandhi» italiano, più volte candidato al Nobel, Danilo Dolci.
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FIORE E DOLCI: la coscienza civile mandava lettere
di Carlo Vulpio

Perché è utile, oggi, leggere una corrispondenza epistolare di una quarantina di lettere che due persone si sono scambiate tra il 1953 e il 1970? Per due motivi molto semplici. Il primo: «quei due»erano il grande meridionalista Tommaso Fiore e il grande pedagogo, sociologo e teorico della non violenza Danilo Dolci, quarant'anni più giovane di Fiore e tuttavia da questo apostrofato come «maestro», il secondo: il carteggio è un esempio di «concretezza» politica e culturale, merce ormai rara tra le nebbie e le mode del politicamente corretto.
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L’invenzione del futuro di Danilo Dolci
di Franco Lorenzoni*

Danilo Dolci a Partinico, in provincia di Palermo, 1963. (Ferdinando Scianna, Magnum/Contrasto)
“Ciascuno cresce solo se è sognato” è un verso noto e citato spesso nel mondo dell’educazione attiva. Assai meno nota è la vita di Danilo Dolci, nato il 28 giugno di cento anni fa a Sesana, allora in provincia di Trieste. Eppure i pensieri e le azioni di uno dei maggiori animatori di lotte nonviolente organizzate dal basso hanno molto da insegnare, ancora oggi, a chi creda all’educazione come terreno di emancipazione sociale.
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Questioni e polemiche
di Tommaso Fiore
Non fu un puro caso che, fuggendo in Francia, Salvemini consegnasse a Gobetti un mio scritto su Giolitti, che apparve fuori a metà del '23 su «Rivoluzione Liberale ». Appunto! Rivoluzione, non conservazione, e libertà in funzione di rottura col passato, non già di consolidamento di esso. Che cosa possiamo conservare noi del Mezzogiorno? Quale inesistente vita civile, quali libertà, quali classi dirigenti, quale assetto sociale?

Francesco Radino, paese della Lucania.
Oggi è opportuno ricordare, del grande amico di cui non conobbi Il volto se non dopo morte, la lezione da lui data al suo maestro Einaudi: «Anche il movimento popolare è un mirabile esempio di liberalismo, anch'esso nasce senza una teoria ». Ovvero anche: «Una democrazia vera deve nascere sul terreno storico del marxismo, e i democratici italiani che, sulle orme del buon Colajanni, imprecano a Marx, sono fior di reazionari ». Dopo questo, verrà uno scrittore del «Mondo » a rimproverarmi di esser passato dall'altra parte, di aver quasi tradito il liberalismo!

