Il Sacco di Altamura
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TOMMASO FIORE
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IL SACCO DI ALTAMURA*

I
L'indole degli abitanti di questa città sulle Murge è stata enfaticamente esaltata e le sue minime cose raccolte da studiosi quasi maniaci, che a rileggerli mi par di sentire la famosa introduzione del Manzoni ai Promessi Sposi: l'historia si può veramente deffinire... Che è poi la negazione della storia. Ma io lascerei da parte gli storici della tradizione patriottarda o umanistica condannata dal Croce, quale il Botta il Colletta e anche lo stesso Cuoco, moderato ed esaltatore di Napoleone. Sono deciso a riesaminare gli ultimi dieci anni del '700 per quel che riguarda la mia città natale e ilRegno di Napoli, ripercorrendo, per quanto mi riguarda, solo gli storici moderni, di questo secolo, il Croce, Antonio Lucarelli, il Simioni, il Lemmi, il Franchetti e anche Franco Molfese, per il brigantaggio, e Salvatore F. Romano per le nostre classi sociali.
Perchè siamo antifascisti?
- Categoria: Tommaso Fiore
Perchè siamo antifascisti?
di Carlo Rosselli

"Siamo antifascisti non tanto e non solo perché siamo contro quel complesso di fenomeni che chiamiamo fascismo; ma perché siamo per qualche cosa che il fascismo nega ed offende, e violentemente impedisce di conseguire.
Gli altri partigiani
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ANTONELLI PAU Carlo.
Partigiano - DDcD. Nato ad Altamura il 30 marzo 1898, da Claudio e De Simone Amelia. Militare di carriera. Collaboratore partigiano della 2 Divisione “Osoppo - Friuli”-1a Brigata “Miglioranza” - Gr. “Baracca”. Catturato a Udine e deportato nei campi di sterminio, rimpatriava e moriva a Udine, il 1° febbraio 1952 per le conseguenze dell’internamento.
ARDINO Giovanni
di Pietro. Partigiano. Nato ad Altamura, il 16 agosto 1921. Catturato e prigioniero dei tedeschi fin dal 9 settembre 1943. Combatterà, poi, contro i nazifascisti, nelle file dell’EPLJ (Esercito Popolare perla Liberazione della Jugoslavia), dal 1° febbraio 1945 all’8 maggio del medesimo anno. Carrettiere.

I Partigiani altamurani deceduti e i fucilati
- Categoria: I Meridionali e Lotta di Liberazione
Continua l'omaggio a partigiani altamurani. In questa sezione i deceduti e i fucilati
ANGELASTRI VINCENZO
Partigiano combattente. Nato Altamura il 30 MAGGIO 1916, combatte nei Reparti Italiani in Grecia.

Verso il 25 APRILE
- Categoria: I Meridionali e Lotta di Liberazione
In prossimità del 25 aprile è doveroso ricordare gli altamurani che diedero un contributo concreto e fattivo alla lotta di Liberazione dal nazifascismo nelle più diverse formazioni partigiane. In questi 10 giorni li rammenteremo perché non ricadano nel dimenticatoio.
Oggi cominciano con 4 protagonisti che non sono presenti nel libro Gli altamurani e la Resistenza, pubblicato nel 2022 ed edito dal Circolo delle Formiche. La ricerca è sempre aperta e, forse in futuro, ne verranno fuori anche degli altri.
ABBRESCIA NICOLA,
Partigiano combattente, nato ad Altamura il 9 gennaio 1909, catturato dai tedeschi ad Argostoli in Grecia e tradotto in un campo di concentramento in Germania.

Quel no dei giovani trascurati da tutti
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di Veronica De Romanis

Questa volta i giovani si sono fatti sentire, e la loro scelta è stata netta: un “no” secco, che racchiude molteplici motivazioni. Da un lato, la contrarietà al referendum in sé; dall’altro, il rifiuto di una classe politica che continua a trascurarli, nonostante dati sempre più allarmanti.
Trump è un seienne da caso clinico. Ma la sua destra è cinica e geniale
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di Walter Siti

Il primo ministro spagnolo Sánchez formula in quattro parole l’atteggiamento del proprio governo: «No a la guerra». Trump risponde che allora lui ha il diritto di porre l’embargo sulle merci spagnole, anzitroncherà qualunque rapporto degli Usa con la Spagna, in violazione di un numero imprecisato di trattati e di prassi economiche. Dopo di che, in ossequio ai trattati, la Spagna accetta che dalle basi americane sul proprio territorio possano partire «missioni difensive».
Ricordi Gobettiani
- Categoria: Tommaso Fiore
di Tommaso Fiore
A cent'anni dalla morte di Piero Gobetti, la riprosizione di un articolo di Tommaso Fiore dal titolo Ricordi Gobettiani, pubblicato su "Il Paese" del 29 marzo 1956. Il suo rapporto con l'intellettuale torinese che chiama affettuosamente Piero, con la rivista «Rivoluzione Liberale», con sua moglie Ada e il figlio Paolo, con il modo politico-culturale torinese. La lezione di Gobetti, infine.

Il primo mio articolo su «Rivoluzione liberale» fu un lungo studio sulla politica giolittiana, una facciata intera e poi più di un’altra mezza facciata. A Piero questi mattoni piacevoli, erano segni d'impegno; a Rosselli invece no, bisognava scrivere breve, sul «Quarto Stato». Era stato Salvemini che ruggendo in Francia per evitare a Firenze di essere sicuramente ucciso, aveva consegnato al giovine torinese quel mio lavoro, non inutile. Vi era dentro tutta la ribellione del Mezzogiorno per essere trattato come colonia, in balia dell'iniziativa dei commissari di PS. E vi era l'osservazione indiscutibile che lo statista piemontese faceva realisticamente due politiche, una per il libero nord e l’altra per il servo sud. Così dunque i nostri rapporti furono impersonali, di lavoro.
