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Rocco Scotellaro, una vita in bilico tra radici contadine, versi e politica

Per Claudio Grenzi editore la pubblicazione di «Album di famiglia»

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C’è tutto il mondo di Rocco Scotellaro, e l’intera sua breve esistenza, nell’Album di famiglia pubblicato, per il sessantaseiesimo anniversario della sua morte, dal Centro di documentazione intitolato al poeta-sindaco-scrittore lucano nel suo paese, Tricarico. Si parte dalla prima giovinezza da studente al convitto di Sicignano degli Alburni per arrivare ai comizi elettorali nel suo paese e ai congressi del Partito socialista, e si finisce sul letto di morte e anche oltre, ai funerali e alle commemorazioni postume.

Altamura, la citta Repubblicana che osò sfidare la Monarchia Borbonica

di Giuseppe Dambrosio

221 anni fa si concludeva tragicamente nella nostra città, tra il 9 e il 10 maggio del 1799, l’esaltante esperienza rivoluzionaria di segno repubblicano che interessò, con la stessa intensità, pochi altri centri del Regno di Napoli. Altamura, nei 100 giorni di autogoverno, non ebbe esitazione a far propri gli ideali della Rivoluzione Francese (libertà, fraternità ed uguaglianza) e a sperimentare nuove forme di partecipazione e organizzazione politica.

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L'eredità del 1799 ad Altamura

di Giuseppe Dambrosio

 

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Michele Cammarano, Le Stragi di Altamura

 

Esattamente 220 anni fa si concludeva tragicamente nella nostra città, tra il 9 e il 10 maggio del 1799, l’esaltante esperienza rivoluzionaria di segno repubblicano che interessò, con la stessa intensità, pochi altri centri del Regno di Napoli. Altamura, nei 100 giorni di autogoverno, non ebbe esitazione a far propri gli ideali della Rivoluzione Francese (libertà, fraternità ed uguaglianza) e a sperimentare nuove forme di partecipazione e organizzazione politica.

21-25 gennaio 1799. “Nasce la Repubblica democratica napoletana, una e indivisibile. Il re Borbone da Palermo invia il cardinale Ruffo in Calabria”

21 gennaio. Lunedì. Napoli. Nasce la Repubblica Napoletana, una e indivisibile.

Nella mattinata una trentina di patrioti giacobini, asserragliati nella fortezza di Castel Sant’Elmo e stretti attorno all’albero della libertà piantato nel cortile, proclama la nascita della Repubblica Napoletana una e indivisibile. “Tra l’esultanza generale Eleonora De Fonseca Pimentel legge le parole dell’Inno alla Libertà, composto per l’occasione. Sotto, in città, infuriano gli scontri tra i francesi e i lazzari” (Sani, p. 16). “Il primo atto della Repubblica Napoletana è un Progetto di Decretazione, scritto a Sant’Elmo da Giuseppe Logoteta, uno dei capi dell’organizzazione giacobina clandestina, e che porta anche la firma dei generali Moliterno e Roccaromana. In esso si pongono alcuni princìpi: necessità di rafforzare la difesa del Golfo; assunzione, come debito nazionale, del debito lasciato dal re, riflettendo al pericolo che corrono tante famiglie di rimanere depauperate, perciò viene riguardato come infame chiunque parlasse di bancarotta; formazione de’ trattati di alleanza e di commercio colle Repubbliche italiche, facendo assieme de’ voti per la libertà italiana; richiesta alla Francia di una Costituzione,volendo ovviare alle dispute inutili” (Battaglini, 31).

Veduta di Santa Lucia Largo di Palazzo e San Martino Napoli1799

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