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ANTONELLI PAU Carlo.
Partigiano - DDcD. Nato ad Altamura il 30 marzo 1898, da Claudio e De Simone Amelia. Militare di carriera. Collaboratore partigiano della 2 Divisione “Osoppo - Friuli”-1a Brigata “Miglioranza” - Gr. “Baracca”. Catturato a Udine e deportato nei campi di sterminio, rimpatriava e moriva a Udine, il 1° febbraio 1952 per le conseguenze dell’internamento.
ARDINO Giovanni
di Pietro. Partigiano. Nato ad Altamura, il 16 agosto 1921. Catturato e prigioniero dei tedeschi fin dal 9 settembre 1943. Combatterà, poi, contro i nazifascisti, nelle file dell’EPLJ (Esercito Popolare perla Liberazione della Jugoslavia), dal 1° febbraio 1945 all’8 maggio del medesimo anno. Carrettiere.

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Continua l'omaggio a partigiani altamurani. In questa sezione i deceduti e i fucilati
ANGELASTRI VINCENZO
Partigiano combattente. Nato Altamura il 30 MAGGIO 1916, combatte nei Reparti Italiani in Grecia.

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In prossimità del 25 aprile è doveroso ricordare gli altamurani che diedero un contributo concreto e fattivo alla lotta di Liberazione dal nazifascismo nelle più diverse formazioni partigiane. In questi 10 giorni li rammenteremo perché non ricadano nel dimenticatoio.
Oggi cominciano con 4 protagonisti che non sono presenti nel libro Gli altamurani e la Resistenza, pubblicato nel 2022 ed edito dal Circolo delle Formiche. La ricerca è sempre aperta e, forse in futuro, ne verranno fuori anche degli altri.
ABBRESCIA NICOLA,
Partigiano combattente, nato ad Altamura il 9 gennaio 1909, catturato dai tedeschi ad Argostoli in Grecia e tradotto in un campo di concentramento in Germania.

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Dall'arrivo delle truppe alleate fino all'8 settembre
di Mirko Carattieri

Lo sbarco alleato in Sicilia FOTO ANSA
A oltre 80 anni di distanza, lo sbarco alleato in Sicilia non ha ancora nella memoria pubblica italiana lo spazio che merita. Troppo spesso relegato al localismo, o deformato come episodio di storia della criminalità, esso rappresenta invece un momento chiave della guerra in Europa, una svolta decisiva per la storia d'Italia e un punto di osservazione privilegiato per capire il rifiuto del conflitto.
Ci aiuta a cogliere queste chiavi di lettura il nuovo libro di Rosario Mangiameli, Guerra e desiderio di pace. La Sicilia nella crisi del 1943, edito da Viella. Mangiameli, già docente all'università di Catania, si occupa da quarant'anni di questi temi.
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Gli IMI altamurani
a cura di Giuseppe Dambrosio

Campi di concentramento in cui fu rinchiuso Paolo Baldassarra (dal suo diario manoscritto)
In occasione della Giornata della Memoria ci è sembrato importante riportare qui di seguito le testimonianze (diario e lettere) di alcuni militari internati altamurani che vissero la tragica esperienza della deportazione. Lo status degli Italienische Militärinternierte (IMI) fu creato da Hitler e fu accettato passivamente dalla repubblica sociale italiana (Rsi). Oltre 600mila militari deportati nei lager nazisti, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, si rifiutarono di continuare a combattere con la Germania nazista o aderire alla Repubblica sociale italiana «preferendo la dura vita di prigionia a quella del disonore». Diverse centinaia di giovani altamurani - da una ricerca pressocchè definitiva ne risultano circa 330 - finirono nei lager o prestarono la loro opera in fabbriche o in attività agricole ricevendo una paga da fame. Alcuni morirono di stenti, di fame, di malattia, altri resistettero a tutte le angherie subite. Dietro ogni nome c'è una storia che è doveroso ricordare.


