- Categoria: I Meridionali e Lotta di Liberazione
Dall'arrivo delle truppe alleate fino all'8 settembre
di Mirko Carattieri

Lo sbarco alleato in Sicilia FOTO ANSA
A oltre 80 anni di distanza, lo sbarco alleato in Sicilia non ha ancora nella memoria pubblica italiana lo spazio che merita. Troppo spesso relegato al localismo, o deformato come episodio di storia della criminalità, esso rappresenta invece un momento chiave della guerra in Europa, una svolta decisiva per la storia d'Italia e un punto di osservazione privilegiato per capire il rifiuto del conflitto.
Ci aiuta a cogliere queste chiavi di lettura il nuovo libro di Rosario Mangiameli, Guerra e desiderio di pace. La Sicilia nella crisi del 1943, edito da Viella. Mangiameli, già docente all'università di Catania, si occupa da quarant'anni di questi temi.
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Gli IMI altamurani
a cura di Giuseppe Dambrosio

Campi di concentramento in cui fu rinchiuso Paolo Baldassarra (dal suo diario manoscritto)
In occasione della Giornata della Memoria ci è sembrato importante riportare qui di seguito le testimonianze (diario e lettere) di alcuni militari internati altamurani che vissero la tragica esperienza della deportazione. Lo status degli Italienische Militärinternierte (IMI) fu creato da Hitler e fu accettato passivamente dalla repubblica sociale italiana (Rsi). Oltre 600mila militari deportati nei lager nazisti, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, si rifiutarono di continuare a combattere con la Germania nazista o aderire alla Repubblica sociale italiana «preferendo la dura vita di prigionia a quella del disonore». Diverse centinaia di giovani altamurani - da una ricerca pressocchè definitiva ne risultano circa 330 - finirono nei lager o prestarono la loro opera in fabbriche o in attività agricole ricevendo una paga da fame. Alcuni morirono di stenti, di fame, di malattia, altri resistettero a tutte le angherie subite. Dietro ogni nome c'è una storia che è doveroso ricordare.


