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La strage di Bari del 28 luglio 1943

a cura di Giuseppe Dambroso

Ricordando le vittime di quell'evento tragico che colpì 20 giovani antifascisti,

propongo un documento di Michele Cifarelli tratto dal volume

"Bari 28 luglio 1943  Memoria di una strage" a cura  dall'IPSAIC di Bari

 

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INAUGURATA LA MOSTRA DI TOMMASO FIORE
"Le donne tra analfabetismo ed emancipazione. Dalle carte di Tommaso Fiore". È il titolo della mostra nazionale itinerante inaugurata ad Altamura lo scorso 13 marzo presso la Pinacoteca ABMC. La mostra rimarrà aperta fino ad aprile.
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La mostra incrocia spazia in un ricco carteggio riguardante le tante donne protagoniste della vita sociale, culturale, politica dagli anni venti ai settanta dello scorso secolo, che a vario titolo si sono si con Tommaso Fiore, uomo politico, antifascista, scrittore e meridionalista.

A 50 anni dalla morte di Jan Palach

Il 16 gennaio 1969 nella centrale piazza San Venceslao, a Praga, un giovane studente di Filosofia, Jan Palach, in segno di protesta per l'occupazione sovietica, si cosparse di benzina e si diede fuoco

Robero Candini

A Sua Memoria 

 

«Mi è capitato di visitare Praga subito dopo l’autoimmolazione di Jan Palach, un atto estremamente complesso di affermazione e disperazione. Ricordo che i cechi mi chiesero se pensavo che avesse fatto qualcosa di utile, o se fosse solo un altro gesto futile, forse persino un’esplosione di egoismo destinato a precipitare nel fondo della memoria della nostra epoca. Alla luce delle soffe-renze di Palach, all’epoca era impossibile negarne la sua sublimità, ma col passare degli anni l’utilità politica della sua azione ha cessato di essere il punto, almeno per me. Quello che divenne molto più importante fu la manifesta autenti-cità della sua identità umana espressa nel suo sacrificio. Quale altra creatura sulla terra avrebbe potuto immaginare da sé la bellezza di un futuro di libertà e giustizia fino al punto dell’autoim-molazione per la sua causa? Nello sbuffo di fumo che per un breve istante si disperse sulla sua bella città, c’era un monumento molto più solido della pietra o dell’acciaio, incommensurabil-mente più duraturo, perché l’uomo è nato per la libertà. È il suo diritto alla nascita, alla vita e alla morte».

Arthur Miller

Per Informazioni: 

Giuseppe Dambrosio 349.8754486

Ufficio stampa Pasquale Dibenedetto  333.4225560  

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