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I processi? «Al Sud durano il doppio»

di Gianluca Abate

Dossier sulla giustizia: necessari 6.9 anni per chiuderli, al Nord ne bastano 3.7. I procedimenti chiusi entro 4 anni? Il 42.5% al Sud, l’80% al Nord  

Carichi superiori, nel Meridione le toghe lavorano di più.



 

L’ottanta per cento dei procedimenti penali si esaurisce entro quattro anni. Questo accade solo al Nord, però. Ché al Sud, invece, i processi chiusi in quattro anni sono appena il 42.5 per cento. Quasi la metà. E non va meglio per il settore civile: se al Nord il 40% dei procedimenti viene definito entro cinque anni, nel Mezzogiorno la percentuale crolla al 28%. Ancora peggio, poi, se si raffrontano i tempi medi dei processi. Quello civile al Nord dura 7 anni e 1 mese, al Sud 9 anni e 7 mesi, cioè due anni e mezzo in più. Quello penale invece nel Mezzogiorno è lungo (quasi) il doppio: 6.9 anni contro i 3.7 del Settentrione. Insomma, esiste una doppia velocità del Paese anche nella giustizia. E viene fuori dai dati del «Rapporto sulla Giustizia 2010» presentato ieri a Roma da Cittadinanzattiva.

C’è un intero capitolo, nel dossier di 231 pagine, intitolato «Giustizia a quante velocità? Il divario Nord-Sud». Contiene cifre, raffronti, statistiche. E quei numeri dimostrano che un cittadino residente al Nord può contare su una media del 40% di processi definiti entro i cinque anni, mentre per chi vive al Sud questa possibilità si riduce al 28%. C’è, al contrario, il rischio opposto: nel Meridione i processi chiusi tra i sedici e i vent’anni dal loro inizio sono ben il 17.5%, mentre nel Settentrione si fermano al 4.5%. E ci sono procedimenti che durano più di vent’anni: al Nord sono il 3.5%, al Sud il 9%, quasi il triplo. Questo spiega (anche) perché se uno si trova coinvolto in una causa civile al Nord attende 7 anni e un mese, mentre se s’imbatte nella giustizia al Sud deve attendere due anni e mezzo in più (sono 9.7). Drammatici anche i dati della giacenza media di un procedimento civile: a Torino un fascicolo resta in tribunale per 255 giorni, al Sud i tempi sono drammaticamente più lunghi: 830 giorni a Potenza, 791 a Bari, 668 a Salerno.

La giustizia penale

Un processo penale al Nord si chiude in media in tre anni e sette mesi, al Sud invece dura quasi il doppio: sei anni e nove mesi. E, in un’elaborazione dei dati fatta dal ministero della Giustizia il 5 ottobre 2010, si annota che «tutti i distretti meridionali sono al di sotto della media nazionale». E così, se al Nord otto procedimenti penali su dieci si chiudono entro i quattro anni, al Sud nello stesso tempo se ne definiscono appena il 42.5%. Sono invece il 17.5% sia i processi che si chiudono tra i dieci e i quindici anni dal loro inizio (al Nord sono lo zero per cento), sia quelli che durano più di quindici anni (al Nord sono il 3%).

L’allarme di Bankitalia

Uno studio della Banca d’Italia, richiamato nel dossier sulla giustizia, rileva che «la durata dei procedimenti risulta in media significativamente superiore nelle regioni meridionali rispetto a quelle del Centro Nord. (...) Il flusso pro capite di nuovi procedimenti per magistrato è relativamente omogeneo a livello nazionale, con valori solo di poco superiori alla media nazionale nel Mezzogiorno. I dati medi nascondono però realtà molto diverse: al Sud sono localizzati sia i distretti con il maggiore numero di magistrati per procedimento (Caltanissetta e Reggio Calabria) sia i distretti con minore numero di magistrati (Bari e Salerno). Indicazioni ancora differenti si ottengono se si considera la distribuzione territoriale dei magistrati in relazione al carico dei procedimenti, quindi tenendo conto anche della litigiosità pregressa non ancora definita. In questo caso il carico dei procedimenti civili per magistrato risulta significativamente superiore nel Mezzogiorno rispetto al resto del Paese. Il carico pro capite dei magistrati del Mezzogiorno supera del 65% quello relativo al Nord Ovest, del 50% quello relativo al Nord Est e del 42% quello relativo al Centro». Insomma, non è questione di chi lavora meno. Anzi. Ecco cosa dice il dossier sulla giustizia: «I tribunali del Sud sono quelli che hanno l’indice di produttività più alto. I magistrati del Sud lavorano più di quelli del Nord».

La domanda di giustizia

Cosa chiedono i cittadini ai tribunali? Anche qui le differenze tra Nord e Sud evidenziano l’esistenza di giustizia diversa. E così se nel Settentrione ci si rivolge al giudice per contratti (31% dei procedimenti, al Sud è il 26%) e famiglia (28% dei casi, nel Mezzogiorno è il 16%), al Sud si va in tribunale per il lavoro (36% di procedimenti contro il 26% del Nord) e, soprattutto, per i fallimenti. «Il cento per cento delle segnalazioni arriva dal Sud». La percentuale, al Nord, è zero spaccato.

Corriere del Mezzogiorno 3 dicembre 2010