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L’intensa attività pubblicistica di Tommaso Fiore rappresenta un alto contributo alla vita culturale italiana 

ed è per lui, inoltre, un veicolo per importanti rapporti umani e culturali come, per esempio, quelli che egli instaura con Benedetto Croce, Augusto Monti, Guido Dorso, Piero Gobetti, Giovanni Papini, Antonio De Viti De Marco, Giuseppe Gangale, Cesare Teofilato, Gaetano Salvemini.
Fiore collabora a «La Rivoluzione Liberale» di Piero Gobetti dal maggio 1923 al novembre del 1925. E’ indubbia la comunione di intenti nata fra gli intellettuali che si ritrovano intorno alla testata e alla casa editrice del giovane Gobetti. Il desiderio di rigenerazione politica e civile della Nazione e la necessità di riproporre in maniera accurata la Questione Meridionale si evince dalla loro adesione all’Appello ai meridionali (2 dicembre 1924).
Tommaso Fiore è invitato anche a dare il suo contributo a «Il Baretti», il foglio letterario de «La Rivoluzione Liberale», sul quale pubblica nel settembre del 1928, La IV egloga di Virgilio. La profondità dei suoi studi classici è confermata anche dalla vittoria del primo premio nazionale dell’Accademia Lombarda di Scienze e Lettere di Milano per La poesia di Virgilio (1930).
La rivista protestante di Giuseppe Gangale, «Conscientia», inoltre, invita lo scrittore altamurano ad affrontare anche tematiche religiose. Fra gli interventi di Fiore alla rivista ricordiamo Stati di Spirito delle Puglie (29 novembre 1924) e Giovanni Gentile regna (29 marzo 1924).