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 rosarno

SE QUESTI SONO UOMINI

Una  graffiante e controcorrente riflessione sui fatti di Rosarno della nota editorialista della Stampa.

di Barbara Spinelli

Il futuro in cui siamo già immersi comincia nella  piana di Gioia Tauro: a Rosarno in provincia di Reggio Calabria (un’autentica guerriglia urbana è ancora in corso), come a Castel Volturno e a Reggio stessa, dove la ’ndrangheta ha voluto intimidire i magistrati con un attentato alla procura generale. Il futuro comincia a Rosarno perché i principali problemi della nostra civiltà si addensano qui: le fughe di intere popolazioni dalla povertà e dalle guerre (guerre spesso scatenate dagli occidentali, generatrici non di ordine ma di caos); le vaste paure che s’insediano come nebbie, intossicando la vita degli immigrati e dei locali; le cruente cacce al diverso; il dilagare di una mafia esperta in controllo mondializzato.

 

La proposta dei Poli Culturali per il Mezzogiorno del professor Luigi Guiso potrebbe ridare speranza alle energie presenti e purtroppo marginalizzate del Mezzogiorno.E' possibile ribaltare il sistema attualmente in auge solo favorendo la nascita di una nuova e preparata classe dirigente.

www.lavoce.info

Se sul Sud e sulla sua economia grava il peso della criminalità organizzata, il governo risponde con politiche per la giustizia efficaci nella lotta contro la mafia? Non sembra. Per esempio, le norme relative alla prescrizione breve avrebbero effetti devastanti nella moltiplicazione di modelli finalizzati a catturare erogazioni indebite dei fondi pubblici. E la pervasività della presenza mafiosa dovrebbe far riconsiderare il sistema di incentivazione e di spesa pubblica per l'economia del Mezzogiorno.

di Mario Centorrino

di Pietro Spirito

Negli ultimi dieci anni si è avuta una drastica redistribuzione di risorse dal Sud al Centro nord. In un libro di Gianfranco Viesti, i numeri di "una politica che non c'è".

 

di Mario Centorrino e Ferdinando Ofria

La confisca dei beni di proprietà mafiosa costituisce uno strumento giudiziario decisivo nella lotta contro la criminalità organizzata. Sono soprattutto gli immobili a essere sottoposti al provvedimento. La regione più interessata è la Sicilia, ma confische si registrano anche in Lombardia. Il legislatore è già intervenuto per cercare di ridurre i tempi tra il sequestro e la destinazione del bene al comune o allo Stato. Ora si dovrebbe rivedere la norma per meglio tutelare i terzi in buona fede e per prevedere norme-paracadute più efficaci per le aziende in fase di sequestro.

La confisca dei beni di proprietà mafiosa costituisce uno strumento giudiziario decisivo nella lotta contro la criminalità organizzata.

Le riflessioni dello scrittore campano Antonio Pascale che negli anni 70 imparò i meccanismi della malavita e della politica.