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“Ci salverà una nuova rivoluzione culturale”

di WINSTON MANRIQUE SABOGAL

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«Bisogna che gli intellettuali, gli artisti e i mezzi di comunicazione affrontino in un grande dibattito come fare questa creazione, che fare di fronte a questa situazione. Dobbiamo liberarci dalle idee rigide del Ventesimo secolo. Così come ci fu un Rinascimento dopo il Medio Evo che produsse un nuovo pensiero, bisogna lanciare un appello agli intellettuali perché affrontino questa realtà e non lasciare la soluzione ai politici e agli economisti».

L'indifferenza per la cultura, ecco la fonte perenne della crisi

 di Antonio Polichetti

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I rapporti della Corte dei Conti degli ultimi anni attestano alla voce “corruzione”uncosto per la collettività equivalente a 60 miliardi di euro all’anno. Il costo più alto sta nella sottrazione di servizi, nella diminuzione metodica del welfare state, nella crescente impossibilità di offrire prospettive einvestimenti per le future generazioni.

La forma di vita che detta legge

di Marco Dotti

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Saggi. «Malavita» per le edizioni Mimesis. Una riflessione a più voci sul come la mafia sia diventata un modello per l’attività economica «ufficiale», cancellando così il confine tra legalità e illegalità.

Sulle Foibe un giorno per tutti i ricordi

di Giacomo Scotti

10 febbraio, Giorno del Ricordo. Ecco il racconto del contesto che gli italiani non conoscono: dal «fascismo di frontiera» degli anni ’20, dai crimini dell’Italia in Jugoslavia, dai 100.000 jugoslavi deportati e internati, alle violenze jugoslave del settembre ’43 e maggio ’45, fino all’esodo italiano.

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La Fucilazione dei civili jugoslavi

Contro il Giorno della Memoria

di Elena Loewenthal

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Un provocatorio pamphlet di Elena Loewenthal. Se solo si potesse dimenticare, la storia della Shoah...

Come si fa a scendere a patti con una storia così? Come si fa a farci i conti? A togliersela dalla testa, a non trasformarla in un’ossessione, a evitare che ti si aggrovigli dentro? A pensare che possa lasciarti in pace anche soltanto un momento, per tutti i giorni della tua vita? Niente da fare.Te la trascini dietro. Sai che ci stai dentro e non ne esci più anche se sei nata dopo.

Una proposta per il Mediterraneo

di Luigi Manconi*

È passato ormai un mese dalla tragedia di Lampedusa e stentano a intravedersi risposte politiche e istituzionali significative a quanto è accaduto. Ancora una volta rischia di venire rimosso quel dato essenziale e crudele: nel corso dell'ultimo quarto di secolo, ogni giorno in quel mare che abbiamo chiamato «nostro» sono morti mediamente 6-7 fuggiaschi che cercavano di raggiungere il continente europeo. Partiamo da qui.

di Fabrizio d'E s p o s i to


IL LUNGO GIORNO dell'armistizio dell'Italia con gli Alleati cominciò  la sera del7 settembre e terminò all'alba del 9, quando il re e Badoglio, capo del governo, scapparono da Roma per Pescara, dove s'imbarcarono per Brindisi. I 45 giorni che vanno dal 25 luglio all'8 settembre sono uncampionario dell'improvvisazione e del doppiogiochismo del gruppo monarchico badogliano. Il 3 settembre il generaleCastellano firmal'armistizio, per conto dell'esecutivo, ma a Roma si lavora già per disconoscere l'accordo con gli Alleat, guidati nel Mediterraneo da Eisenhower, e rinviare l'annuncio previsto per l '8 settembre. Addirittura, a mezzogiorno dello stesso mercoledì 8 settembre, Vittorio Emanuele III rassicura l'emissario di Hitler. "L'Italia resta al fianco della Germania". Eisenhower ci minaccia e parla al mondo alle 18e 30.Più di un'ora dopo, tocca anche a Badoglio fare l'annuncio radiofonico. La gente esulta, ma per poco. Si aprono venti mesi decisivi. E' la Resistenza, la lotta dei partigiani. I tedeschi occupano Roma. A Brindisi nasce il Regno del Sud, gli Alleati sbarcano a Salerno, i tedeschi liberano Mussolini e lo mettono a capo della Repubblica sociale di Salò.

Sbigottiti, dal tramonto al buio, due militari americani vagano per Roma. Uno è il generale Maxwell Taylor, vicecomandante della 82esima divisione aviotrasportata. L'altro è il suo ufficiale addetto William Gardiner, colonnello d'aviazione ed ex governatore del Maine. Sette settembre. Martedi` sera. Taylor e Gardiner sono arrivati a Gaeta, a bordo di una corvetta della Regia Marina italiana, la Ibis, poi il viaggio in un'auto scoperta fino alla Capitale. Sono diretti a Palazzo Caprara, in via XX Settembre,dove c'e`la sede del comando delCorpo d'armata motocorazzato.Il tragitto finale, i due americani in uniforme, lo fanno nascosti, da clandestini, dentro un'ambulanza.
Taylor vuole parlare con Vittorio Ambrosio, capo di Stato maggiore generale, il comandante supremo. Ma Ambrosio non c'è. A sorpresa, la sera prima,è partito in treno per Torino. Poi è andato a Pinerolo, per vedere il figlio minore alla Scuola di applicazione di cavalleria. Taylor cerca allora l'inquietante Mario Roatta, capo diStato maggiore del Regio Esercito. Roattaè stato l'ideatore dell'omicidio dei fratelli Rosselli, lo scrupoloso regista dell'intelligence fascista. A lui, il maresciallo Pietro Badoglio, presidente del Consiglio dal 25 luglio, ha affidato lo stato d'assedio e il mantenimento dell'ordine pubblico. Una circolare di Roatta prevede: "Poco sangue versato inizialmente risparmia fiumi di sangue in seguito". Roatta però è irreperibile.Nessuno sa dov'è Come sparito.A questo punto,Taylor, sorpreso e spazientito, chiededel generale Giacomo Carboni, capo del Sim, il Servizio informazioni militari. Nemmeno lui c'è. Eppure sono tutti al corrente, a partire da Badoglio, della missione cruciale dei due americani: Taylor deve gestire l'operazione Giant2, l'aviolancio della 82esima divisione su Roma, per proteggerla dall'occupazione tedesca. Il tre settembre, a Cassibile, in provincia di Siracusa, è stato concluso in gran segreto l'armistizio con gli anglo-americani. In una tenda tra gli ulivi. A firmare, per l'Italia, è stato il generale Giuseppe Castellano, emissario di Ambrosio. Per gli Alleati, Walter Bedell Smi th, per delega di Dwight David Eisenhower.

Segue a pag. 12

8 SETTEMBRE 1943L'I TA L I A
A R R E SA

QUANDO LA NAZIONE CROLLA
L' Otto Settembre del Quarantatre' racchiude tutte le contraddizioni
del gruppo monarchico-badogliano che aveva fermato Mussolini i l 25
luglio. L'armistizio con gli americani fu un capolavoro di cialtroneria.
Per fortuna, dopo ci sara` la Resistenza contro gl i occupanti nazisti

l generale"Ike"Eisenhowere` ilco-mandante delle forze Alleate nel Mediterraneo. Dopola firma,nel pome-riggio deltre settembre alle 17e 15,
esce dallatenda, staccaun ramettodaun ulivo e lo agita in segno di pa ce. Poi
offre whisky a tutti, ma senza brindare, e torna adAlgeri, nel suo quartier generale. L'operazione
Giant 2 fa parte degl i accordi. Deve scattare dopol'annuncio dell'armistizio.A PalazzoCaprara,
Taylor e Gardiner trovano solamente il maggioreLuigi M archesi,insieme con Castellanoa Cassibile, e il colonnello Salvi,capo di Stato maggioredi Carboni.Gli americani devono verificar ei tre
aeroporti sceltiper l'aviosbarco.Urbe, Centocel-le,Guidonia. Sonoormaile novedisera dimartedi` sette. Per tutta risposta, i due militari ven-gono invitatia cena. Sisiedono a tavola.In quattro. Taylor e Gardiner, Marchesi e Salvi. Una sce-na surreale . Il menu e` completo: consomme`, pollo
arrosto, scaloppine, verdure, frittelline dolci, vinid'annata. Verso le undici, Taylor e splode: "Basta
conilvino,vogliamo parlaresubitoconunco-mandante responsabile". Finalmente,compare
qualcuno "responsabile". E`Car boni,il capodelSim. Taylor gli spiega i motivi della sua missione:
"Domani pomeriggio c'e`l'annuncio dell'armisti-zio,io devopre pararel'operazioneGiant 2previstatra 24ore". Carbonistorce ilviso inunasmorfia di meraviglia: "Ma come, l'armistizio non
sara` a nnunciatoil giorno 12?". Taylor,piu` me-ravigliatodi lui:"Il 12?No e`per domanialle 18e
30".Hainizio un'altratragicommediagrotte sca,dopo quelladelle confusetrattative condotteda
Castellano,enonsoloda lui,pertuttoilmesediagosto. L'accordo raggiunto none` al tro che una
resaincondizionata, divisaindueparti. Undo-cumentogenerico didodici clausole,chiamato
l'armistizio "corto", che rima nda a una successivaedefinitiva stesura,l'armistizio"lungo". C'e`un
promemoria allegato dagli Alleati: la dichiarazio-ne di Queb ec, che promette un'attenuazione delle
clausolein basealcontributoitaliano, popoloeforze armate, contro i nazisti.

"Un tremendo pasticcio"
Carboni scarica tutto proprio su Castellano.Prende unacartina e dice:"Quell'uomo (Castellano, ndr) ci ha combinato u n brutto guaio, ha af-fermato che l'Italia e` in grado di far fronte da sola
alletruppe tedesche.Guardiil nostroschiera-mento,no inonpossiamo resisterepiu`diseiore
alle truppe tedesche,l'armistizio deve essere
rinviato". Nellastanzac'e`anche iltenente
Galva noLanza diTra-bia, che fa un po' da interprete. La confusionee` anche linguistica. Italiano, francese, inglese.Lanzadi Trabiae`d el
clan di Roatta e Carbo-ni, avversario di quello
di Ambrosioe Castel-lano. Traducel'ultima
frase di Carboni. "L'ar -mistizio d eveessere
rinviato". Taylor rea-lizza che di fronte ha un
pazzo. Il generale ame-ricanosache noncipuo`essere alcunrinvio.La
Quin ta armata e` gia` in navigazione per Salerno.Quindici convogli: 169 mila uomini, 20 mila mezzi motorizzati, 600 carri armati, 1. 800 pezzi di ar-tiglieria. Impossibilefermare tutto. Simette le
mani in testa e mormora a Gardiner: "It's an awfuljam"(E`un past iccio tremendo). Taylorrialza il
capo, diventa rosso in visoe grida: "Portatemi daBadoglio".Sitentadi avvisareilmarescialloper
t elefono. A PalazzoCaprara, trafelato, arrivaFrancesco Rossi, vice di Ambrosio. Carboni lo informa. Rossi chiede: "Devo venire an che io da Ba-doglio?". Il capo del Sim risponde: "E` inutile, tutto
aggiustato,andiamoda Badoglioperiltelegram-ma di proroga".

"I tedeschi mi tagliano la testa"
E`gia` quasimercoledi`ottosettembre. Mancapo-chissimoalle ventiquattro.Nellanotte diRoma,

Car boni, Lanzadi Trabia,Taylor eGardiner sal-gono suun'auto. GuidaCarboni. Direzionevia
Bruxelles, ai Parioli. Badoglio abita in un a villa a

COME IL PAESEPERSE IL SUO ONORE

SONO DUE I VOLUMI che IndroMontanelli eMario Cervi,nella loro Storia d'I ta l i a (Bur Rizzoli), hanno dedicato al periodo che va dal 1940al1946. Ladataspartiacquee` l'8 settembre
1943. "L'Italia della disfatt a", dal 10 giugno 1940all'8 settembre 1943, e "L'Italia della guerra ciILLUSO E SCO N F I T TO Dopo il 25 luglio fatale per Beni to Musso-lini, il maresciallo Pietro Badoglio fu nominato dal Re Vittorio Emanuele III nuovo capo del governo. La guerra prosegu i`. Ma l'8 set-tembre lo stesso Badoglio annuncio` l'armistizio con gli alleati e poi
scappo` assieme al sovrano

quattro piani. Dono nazionaledopo la conquistadell'Etiopia.Ilcapodel governosisveglia.Siriveste.Con luic'e`Carboni.Gli americaniaspet-tano qui ndici minuti. Badoglio li affronta a mezzanotte e un quarto. E` sulla linea del rinvio. Taylorminaccia: "Se non annuncerete l'ar mistizio noi
bombarderemoe distruggeremoRoma". Ilma-resciallo si lamenta: "Perche' volete bombardare la
capitalediunPaese chesta cercandodiaiutarvi?Perche'non bombardateinodiferroviari eivalichia norddi Romaattraverso iquali itedeschifanno passare i loro ri fornimenti?". Ma la priorita`
di Badoglioe` soprattutto una:prendere tempopermetterein salvosestessoe lafamigliareale.
Davanti a Taylor, si passa la mano alla gola e dice:"Sei tedeschimi prendonomitagliano latesta".
Poi chiede al generaleamericano di spieg are lasituazione a Eisenhower. Sempre piu` sbigottito,
Taylor capisce che l'operazione Giant 2 e` tropporischiosa espedisce un r adiomessaggioper avere
istruzioni. Anche Badoglio detta un telegramma aCarbonidestinatoal comandantedelleforzeAlleatenelMediterr aneo: "Dati cambiamenti et

precipitare situazioneet esistenzaforze tedeschenellazona diRomanone` piu`possibileaccettare
armisti zioimmediato.Operazione Giant2none`possibile la notte dell'8settembre perche' io non
ho forze sufficienti pergarantire gli aerop orti".Sono le due di notte. I due radiogrammi vengono
affidati al maggiore Marchesi per la trasmissionecifrata al comando degli Alleati, ad Algeri.

"L'Italia resta con Hitler"
Alle dieci di mattina, conquattro ore di ritardo,alla stazione Termini di Roma arriva il treno da

Torino. Sopra c'e` Ambrosio, capo di Stato mag-giore generale. Badoglio, che ha trascorso la notte
senza dor mire, ha gia` parlato con Roatta e hannodeciso dispedire un generale daEisenhower. Da
Algeri si attende la conferma del rinvio. Ambro-sio, informato,si arrabbiacon Carboniper le
menzognedette aTaylor: "Cisono carburanteemunizioni in abbondanza". Icolloqui sono frenetici, ovviamente confusi. Tutte le informazionirestano nellacatena di comandoitaliana. Badoglio, Ambrosio, Roatta, Car boni. I quattro nonallertanonessuno. Speranosolonelrinvio epensanoall'organizzazione dellafugada Roma,perevitare la temuta vende tta nazista. Il re, al solito, si
mantieneai margini.Amezzogiorno, nellasuaresidenza di villa Savoia, riceve l'incaricato di Hit ler,Rudolf Rahn.VittorioEmanueleIII e`cor-diale eloquace. Rassicura Rahn: "Dicaal Fu"hrer
chel'Italia noncapitolera`mai.E` legat aallaGer-maniaper lavitae perlamorte".Rahn restasospettoso, fa domandeprecise. Il re tirain balloBadoglio: "E`un vecchioonorato soldatoalle cui
assicurazionibisognaprestare fede". Anche il revuole soltanto scappare. Ha gia` trasferito i gioielli
dellaCoron a equarantacarrimerci conquadri,sculture, vasipreziosi, tappeti eargenteria sono
arrivati da giorni in Svizzera, al sicuro. Gli ufficialidi casa Savoia sono stati gia` richiamati. Il primo a
ritirarsi e` stato il principe ereditario Umberto, co-mandante de lle armatedel Sud. Le spiedel Sim
sono in attesa di captare le musiche convenzionalistabilite per l'annunciodell'armistizio. Giu seppe
Verdi. Manon vannoin ondanell'orario deciso,

F E STA POPOLARE Appresa la notizia dell'armistizio daparte del capo del gov erno, il maresciallo Badoglio, gli italiani scendono in strada pensando che sia la fine della ter-ribile guerra in cui l'Italia e` stata trascinata da Mussolini,
ma da quel momento in poi verranno le dure battaglie perriconquistare l'Italia contro le scorr ibande tedesche

I N TA N TO LA CORONA Il Re Vittorio Emanuele III, aBrindisi nel settembre 1943, passa in rassegna una formazio ne del nuovo Regio Esercito, composta da volon-tari che si batteranno al fianco degli Alleati

UNA DATA SPARTIACQUE
La cronaca d i quella giornata e delle sue conseguenze nelle ricostruzioni di Montanelli e Cervi,
Oliva, Petacco e Zavoli, Elena Aga Rossi. C ome si
schianto` il governo militare in carica dal 25 luglio %%[Page: 1]%%
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11ilFattoQuotidiano VENERDI` 6SETTEMBRE 2 01 3

valter_passerini

Siamo tornati al 1977.

Gli ultimi dati Istat sulla disoccupazione (usciti ieri 1 luglio) in Italia ci dicono che i senza lavoro sono a quota 3 milioni 140mila, il 12,2%, una cifra che non si ripeteva da 36 anni a questa parte.

Ridurre i posti di lavoro significa ridurre la massa salariale, con effetti nefasti sui consumi e sul tenore di vita delle famiglie.

Oggi salari e stipendi sono in perdita rispetto all’inflazione e questo si ripete da almeno vent’anni.

Il testamento del Gallo
"Il gusto della libertà"

don_gallo

Ad un mese della morte pubblichiamo il testo inedito di don Andrea: "Restiamo umani, il progetto di una comunità che ponga al centro l'umanità di ogni persona" continua con i ragazzi di San Benedetto al porto di Genova

Sin dall’inizio della nostra esperienza, come Comunità San Benedetto, ci siamo messi dalla parte dell’emarginato, e intendiamo rimanerci. Siamo coscienti di essere ancora lontani da quel “met-tersi vitalmente” nelle situazioni di coloro che vivono il disagio. Eppure siamo consapevoli di quanto sia necessario infilarsi nella loro pelle, entrare nel loro mondo con simpatia, comprendere la cultura e l’ambiente in cui sono cresciuti. Incontriamo molte difficoltà, personali e sociali. Non è facile rapportarsi con chi ha perso o non ha mai avuto salde “motivazioni al vivere”, quelle che aiutano ad accettare la propria esistenza e la convivenza con gli altri. C’è sfiducia, insicurezza e paura. Dilaga la non accettazione di sé e degli altri, e quindi crescono abulia e aggressività negativa, che si esprimono sovente con gesti distruttivi o autodistruttivi.

SOLIDARIETA’ E VICINAZA ALLA DOTT.SSA DESIREE DIGERONIMO

                      digeronimo

Siamo circa 30 giovani ragazzi altamurani. Vogliamo con questa nostra esprimere tutta la nostra immensa gratitudine, solidarietà e vicinanza alla dott.ssa Desirèe Digeronimo.

Noi giovani altamurani, attenti alle problematiche del nostro territorio, vogliamo esprimere tutta la nostra immensa gratitudine alla dott.ssa Desirèe Digeronimo per quanto ha fatto per la nostra Città di Altamura. Per averci restituito speranza, per averci ridato una Città più sana e libera dalla criminalità. Per aver creduto e continuare a credere in noi, per averci sostenuto ed aiutato. Per averci permesso di apprendere, conoscere e per la disponibilità e la gentilezza mostrataci. Vogliamo, inoltre, esprimere alla dott.ssa Desirèe Digeronimo la nostra più sincera e convinta vicinanza e solidarietà per le vicende, che apprendiamo da diversi quotidiani, che la vedono coinvolta in prima persona. Certi che la verità non tarderà ad arrivare, rinnoviamo anche la nostra stima ed ammirazione nei confronti di un Magistrato di grande valore morale e civile e che sempre si è distinto in ambito lavorativo per l’alta professionalità.

Anche Altamura Terra di Mafia 

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Nel mese di Febbraio alcuni ragazzi del Liceo Scientifico e Linguistico “Federico II di Svevia” di Altamura hanno partecipato ad un concorso denominato "Geografia e Legalità. Sconfiggere la mafia nella mia Regione", promosso dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Per essere ammessi al concorso, gli studenti dovevano realizzare un elaborato di tipo letterario fino ad un massimo di 20 cartelle.

Bisognava svolgere una ricerca, un elaborato preferibilmente corredato di dati e circostanze reali sulle forme di criminalità organizzata presenti sul proprio territorio.

Il lavoro, sottoposto alla valutazione di un’apposita Commissione, è risultato essere uno dei migliori e tra i vincitori del concorso della fase regionale. I ragazzi con i docenti parteciperanno alla manifestazione del 23 maggio a Palermo, prendendo parte al viaggio sulla "Nave della Legalità 2013".

I ragazzi hanno risposto con entusiasmo e professionalità a quanto richiesto dal bando di concorso: relazionarsi con le “fonti” locali, presenti nel proprio territorio per acquisire dati, documenti o, più semplicemente, ispirazione per redigere gli elaborati: magistrati, forze armate, forze dell’ordine e giornalisti, o anche, la Prefettura della propria provincia.

Gli autori del "dossier" si sono avvalsi dell’aiuto e della competenza di docenti ed esperti che hanno coordinato il lavoro: il prof. Giuseppe Dambrosio (docente referente per la Legalità del Liceo Scientifico di Altamura), Alessandra Creanza (rappresentante del Coordinamento “Altamura per la Legalità”), la prof.ssa Monica Lasorella, la dott.ssa Desirèe Digeronimo (Sostituto Procuratore presso la DDA di Bari), la dott.ssa Clelia Galantino (Presidente Corte di Assise di Bari).

Vi proponiamo di seguito il testo, buona lettura.

Il vento anti-sistema che soffia in Europa

di IAN BURUMA

Lo scorso mese, quando troppi italiani hanno dato il proprio voto a un ricco imprenditore dissoluto dalla dubbia reputazione e a un comico, le Borse europee sono crollate. Avendo dimostrato di non avere alcuna fiducia nella classe politica, l' Italia potrebbe diventare ingovernabile. Gli italiani però non sono soli: la rabbia contro l' establishment politico infatti è diventata ormai un fenomeno globale. I blogger cinesi, gli attivisti del Tea Party negli Usa, gli eurofobi britannici, gli islamisti egiziani, i populisti olandesi, i sostenitori dell' estrema destra in Grecia e le "camicie rosse" tailandesi sono tutti accomunati dall' odio per lo status quo e il disprezzo per le élite dei loro rispettivi Paesi.

I conti con l’orrore: “Shoah, le vittime furono 20 milioni”

IL Museo dell'Olocausto di Washington RADDOPPIA il bilancio

di Roberta Zunini

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Sei milioni, un numero spaventoso ma noto. In realtà non furono sei i milioni di ebrei sterminati dai nazisti, ma molti, molti di più. Secondo uno studio del Museo dell'Olocausto di Washington, che verrà pubblicato in una serie di volumi nel 2015, “da 15 a venti milioni di persone furono uccise o detenute nei campi creati dai tedeschi o da regimi fantoccio europei, dalla Francia alla Romania”.

Profeta on the road

 di Massimo Bucciantini

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Quella del Nolano è una delle vite più avvincenti della storia della filosofia. A 28 anni iniziò una fuga senza fine in cerca di un luogo in cui esercitare la propria libertà di pensiero.

Parlamentari per conto di chi?

di Gaetano Azzariti

Il principio del libero mandato parlamentare in un certo periodo della nostra storia si è intrecciato con le ragioni stesse della democrazia;
oggi appare, invece, sfumare la dimensione costituzionale dell’istituto, sommersa da una cronaca avvilente. Ci si potrebbe ormai causticamente chiedere se sarà il malcostume del transfugismo a uccidere la libertà dei parlamentari e l’autonomia del parlamento.

Le maschere di Renzi, Grillo e Berlusconi

di Christian Raimo

In un vecchio video datato 1993  che potete rintracciare su youtube c'è una delle ultime apparizioni Rai di Beppe Grillo. Se la prende con chi rema contro una possibile rivoluzione tecnologica democratica, contro il capitalismo che ci imprigionacon le macchine a benzina e non ci fa sviluppare quelle elettriche...La sua retorica è già tutta politica, anche se non lo confessa, anzi. A un certo punto, al minuto 13 circa, Grillo, dopo essersi preso gli ennesimi applausi, si rivolge al pubblico e dice "Non sto qui a fare come quello di Quinto potere. Se divento un messia, fatemi un gesto e mi metto subito questo": estrae dalla tasca un naso rosso e se lo infila.

Iniziazione

di Primo Levi

L'impressionante descrizione del Lager da rileggere e non dimenticare

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[...] il Lager è una gran macchina per rídurci a bestie, noi bestie non dobbiamo diventare; che anche in questo luogo si può sopravvivere, e perciò si deve voler sopravvivere, per raccontare, per portare testimonianza; e che per vivere è importante sforzarci di salvare almeno lo scheletro, l'impalcatura, la forma della civiltà. Che siamo schiavi, privi di ogni diritto, esposti a ogni offesa, votati a morte quasi certa, ma che una facoltà ci è rimasta, e dobbiamo difenderla con ogni vigore perché è l'ultima: la facoltà di negare il nostro consenso.

Montessori il metodo della gioia

di Carlo Vulpio

Un interessante articocolo di Carlo Vulpio sull'inserto del Corriere della Sera la "La Lettura" del 30.12.2012 dal titolo "Montessori il metodo della gioia"

http://lasaladeitanti.wordpress.com/2012/12/30/montessori-il-metodo-della-gioia/

La politica miope di chi risparmia sulla scuola

di Benedetto Vertecchi

Gettare discredito sulla scuola, ridurne il tempo di funzionamento, svalutare il lavoro degli insegnanti, subordinare la didattica a operazioni di contabilità minuta sono passaggi preliminari che hanno come sbocco processi di descolarizzazione. Quel che i sostenitori di una modernizzazione funzionale solo a obiettivi di contenimento della spesa non considerano è che le politiche scolastiche hanno successo solo quando raccolgano consenso, almeno di parte della popolazione, sugli intenti da perseguire.

Ha avuto successo di pubblico l'incontro NUOVI STILI DI VITA, organizzato dal Circolo delle Formiche e Tutto Sfuso in collaborazione con Il Grillaio di Altamura con il sostegno della Società COBAR, Banca Credito Cooperativo, ICOBE (Impresa costruzioni Berloco) nell’ambito del Progetto Comunicazione, informazione ed educazione allo sviluppo sostenibile selezionati dalla Regione Puglia (attraverso il CREA Centro Regionale di Educazione Ambientale) per l'anno 2011 - 2012.

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Da sinistra: Giuseppe Dambrosio, padre Adriano Sella, don Mimmo Natale

Spegnete SMS e Tablet. I ragazzi non sanno leggere

di Cristina Taglietti

Che cosa succede nella scuola 2.0? Mentre comincia il nuovo anno e tutti discutono della rivoluzione digitale annunciata dal ministro Profumo, la scuola si trova alle prese con i soliti problemi: insegnanti precari, strutture malandate, fondi ridotti. Ma al di là della lista delle mancanze endemiche a cui tutti potrebbero contribuire, insegnanti e studenti si trovano ad affrontare un nuovo modello di apprendimento dove, anche se tablet e Lim, le lavagne multimediali, non sono arrivati in tante classi, molto è cambiato e non sempre in meglio.

La raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti: un affare che riguarda tutti.

di Giuseppe Dambrosio

L’Italia, secondo la normativa nazionale, avrebbe dovuto raggiungere l’obiettivo del 35% di raccolta differenziata entro il 2006, del 40% entro il 2007, del 45% entro il 2008, del 50% entro il 2009, del 60% entro il 2011 e del 65% entro il 2012. Dalle ultime rilevazioni dell’ISTAT, invece, il “Bel Paese” risulta in ritardo rispetto agli standard stabiliti con una percentuale di raccolta differenziata che si attesta sul 31,7% (dati 2009).

I volontari della conoscenza

di Sergio Bologna

C'è stato un tempo, quello nel quale si è formata e consumata la mia generazione, durante il quale la condizione del lavoro culturale si giocava sul discrimine tra cultura alta e cultura bassa, cultura di classe e cultura proletaria. Questo tempo è passato - per fortuna forse - ma nel mio modo di pensare di esso è rimasto un residuo da cui non intendo - o forse non posso - sbarazzarmi. Di che si tratta?

I tecnici di cui abbiamo bisogno

di Paolo Cacciari

È vero: abbiamo un gran bisogno di tecnici,esperti, sapienti. Non se ne può piùdi politici generici, buoni solo per i talkshow. Basta chiacchiere, al governo servono persone che sappiano il fatto loro. Ma tecnici di che? Innanzitutto tecnici contro il più evidente, tragico e paradossale spreco di risorse: il lavoro.

"Il capitalismo è un'auto vecchia, dobbiamo immaginare un mondo diverso con i giovani"

Intervista a Muhammad Yunus

di Francesco Manacorda

Nobel per la pace Muhammad Yunus è uno studioso di economia sociale e pioniere del microcredito, cioè della concessione di piccolissimi prestiti, che nei Paesi meno sviluppati sono sufficienti ad avviare un business Guida lo Yunus Centre

ASSENZA DI FUTURO «In Spagna metà dei ragazzi è senza impiego. E si tratta di Europa, non di Africa». 

La novità peggiore di quest’anno? La crisi in Europa, che anche qui a Davos si avverte molto».

Un nuovo mondo per tutti.

Perchè il nostro mondo dipende dall'eguaglianza

di STÉPHANE HESSEL

C´è chi prevede una grande «implosione» di tutta la civiltà occidentale, ormai incapace di concedere alla poesia il posto che le spetta. Ho posto la domanda al mio angelo custode: «Mi hai sottratto a tanti pericoli, concesso tante gioie, inebriato così spesso di poesia. Era per impedirmi di vedere la lebbra che consuma i miei simili, il disincanto del mondo e la sua corsa all´incenerimento finale?» Non ha risposto ma ha sorriso, come fa ogni volta che mi rivolgo a lui, fin dalla mia infanzia.

LA PIAZZA E I NEROVESTITI

di Adriano Sofri

La questione vera è nella moltitudine di ragazze e ragazzi giovanissimi, delle scuole più che dell´università, che la sismologia della crisi spinge nelle strade e che sono soli, devono inventarsi o prendere in prestito idee drastiche – che non eccedano la lunghezza di uno striscione – e imparano che almeno un punto fermo c´è: lo scontro con la polizia, ineluttabile e nobile, un´iniziazione. Può servire uno stadio o la piazza, magari passando con la stessa divisa dagli stadi alle piazze. Questo è un punto cruciale.

Cinquant''anni sono passati dalla prima marcia Perugia-Assisi ideata e organizzata da Aldo Capitini nel 1961. 

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Apriamo il cantiere della speranza

di Marco Rossi Doria

Riaprono le scuole. Bisogna raccontare tutto quello che non va. Ma c'è anche da immaginare possibilità, sogni da costruire, speranze. Riaprono le scuole. Bisogna raccontare tutto quello che non va. Ma c'è anche da immaginare possibilità, sogni da costruire, speranze. Parlare di scuola oggi vuol dire immaginare una sua rinascita, un cambiamento. Del resto si apprende solo grazie ai cambiamenti. E se lo fanno i nostri ragazzi lo deve fare il Paese. Bisogna partire da una constatazione: non si può guardare alle generazioni future senza permetterne i sogni. Ed è la scuola ben fatta la prima sorgente di quei sogni.

Ovunque nel mondo.

Digiunare per le carceri

di Adriano Sofri

Oggi migliaia di persone, migliaia forse, non mangiano e non bevono perché si vergognano delle nostre carceri; per essere vicine a chi ci vive e ci muore; per ridurre il debito pubblico della giustizia, più schiacciante di quello del Tesoro. Lo so, i paragoni sono insidiosi. Eppure bisogna leggerli affiancati, il famoso menù del Parlamentoe l'ignorato menù delle galere, l'unico che lo batte per la convenienza: 3,8 euro per detenuto, colazione, pranzo e cena.